Il Metodo di Rieducazione Posturale “Le Trois Equerres - Tre Squadre” è un Metodo francese d’origine mézièrista. Prende forma quasi 40 anni fa, da un’intuizione di Nicole Morellì, coadiuvata da suo marito Antony. I due fisioterapisti, allievi della Mézières, rimasero affascinati dal suo lavoro, dalla rivoluzionaria visione globale del corpo umano, dai suoi risultati; ma, per contro, ritenendo che ogni rapporto di forza con il proprio corpo e con quello altrui è dannoso, che la postura è ciò che il corpo esprime, sede della storia fisica ma anche delle emozioni e che quindi ogni correzione della postura dovesse essere conquistata attraverso la percezione, la consapevolezza, la gradualità ed “il lasciarsi andare” da parte del soggetto. Restarono dubbiosi nel proporre una metodica per alcuni tratti, così “dura”. Con lo scopo di evitare di svolgere un trattamento di riequilibrio posturale, attraverso posture considerate troppo “forti” e a volte dolorose per il paziente, lavorarono ad un approccio completamente diverso del trattamento posturale basato, nella prima fase, essenzialmente “sull’accoglimento”. Inventando l’uso della cinta di sostegno degli arti inferiori e l’utilizzo di cuscini di scarico del rachide, riuscirono facilmente a porre in posture correttive anche i soggetti più rigidi, mirando la “messa in tensione” muscolare alle sole zone di retrazione, evitando così di lavorare nel dolore o nell’eccessiva tensione muscolare -assolutamente controindicata con alcuni soggetti ed in molte patologie in fase acuta. L’originalità del metodo consiste inoltre, nella forma, nelle modalità e nei tempi del lavoro posturale. Si torna a “toccare” il paziente, come all’origine del nostro mestiere. È un continuo lavoro manuale del terapista, che durante le posture globali di 60 minuti, con cadenza settimanale, mobilizza articolazioni e muscoli, massaggia con un lavoro dolce e nello stesso tempo profondo, esercita pompages, “mette in tensione” la muscolatura rigida, esegue un’azione manuale mirante al rilassamento e distensione globale del soggetto… comunica con il paziente, attraverso la più antica forma di scambio e percezione: il tatto; con dolcezza e progressione, con pazienza e amore (parola spesso abusata, ma mai così calzante e appropriata nel vedere all’opera Nicole).
Gli obiettivi finali erano certo gli stessi della Mézières, ma la strada per arrivarvi si differenziava notevolmente. Nasce così Il Metodo delle “Trois Equerres”, che attraverso un lavoro dolce e progressivo e posture via via più attive, a partire dalle capacità elastiche del paziente, lo accompagna ad un riequilibrio delle catene muscolari toniche e della sua postura globale.
Nella progressione del trattamento, si miscelano tre fasi:
La fase Passiva, in cui si lavora in totale rilassamento e distensione del paziente. Il terapista svolge un lavoro manuale tendente a riarmonizzare l’alterato rapporto tra muscolatura tonica e dinamica.
Nella fase Attivo-Passiva, il paziente, contemporaneamente al lavoro manuale del terapista, inizia a mantenere alcune posture attivamente, sostenuto da cinta e/o corda elastica.
La fase Attiva, nella quale si stabilizza il riequilibrio muscolare, ottenuto nelle altre due fasi, esclusivamente attraverso delle posture attive mantenute dal paziente sotto la guida del terapista.
Questo lavoro avviene in posture, che si susseguono in base alla patologia riscontrata, alla sua fase, allo studio dell’Atteggiamento Posturale Primario del soggetto e al suo stato emotivo con relazione alla patologia.
Il Metodo delle “Trois Equerres” si sviluppa negli anni, prendendo una sua conformazione e spazio specifico nel panorama della Rieducazione Posturale. In Italia è insegnato dalla fine degli anni 80: da Nicole Morellì all’interno dei corsi di terapia manuale di Marcel Bienfait, (la cui collaborazione produrrà il testo Morellì-Bienfait "Armonizzazione Statica Globale"); in seguito da Nicole e Antony Morellì attraverso un corso specifico di 3 settimane, ed infine dal 1996 da Nicole e il dott. in Ft italiano Ugo Morelli – curiosamente suo omonimo, ma non parente-la cui collaborazione porta negli ultimi 15 anni nuova linfa al Metodo che assume una conformazione ancora più originale e specifica, arricchendolo di nuovi ed aggiornati elementi posturali e di terapia manuale. Ugo Morelli, dal 2008 è il docente unico del Metodo in Italia, autore dell’opera: “Metodo di Rieducazione Posturale Le Tre squadre- Trattamento Ernia Discale Lombare in fase acuta-sub acuta-di fondo”. Marrapese ed. 2009-.
Nei vari corsi del Metodo si sono formati circa 2000 terapisti.
Elementi distintivi ed originali del metodo delle “Tre Squadre”:
- La valutazione del dolore, in ogni sua forma e fase. Elemento essenziale per stabilire in quali casi è indicato un lavoro posturale, e quando, è controindicato ed è previsto un lavoro manuale specifico nella zona del dolore (normalmente nelle patologie in fase acuta, nelle disfunzioni di micromovimento, ecc.).
- La valutazione posturale globale:
- Valutazione dell’atteggiamento posturale primario, sul piano sagittale.
- Valutazione degli squilibri ascendenti e discendenti sul piano frontale.
- Valutazione degli squilibri ascendenti e discendenti sul piano orizzontale.
- Progressione dolce del trattamento.
- La manualità del terapista per poter lavorare su problematiche articolari, muscolari, nervose, viscerali, in fase sia acuta che cronica.
- L’uso della cinta elastica.
- L’uso dei cuscini a cuneo che permettono di:
- “Scaricare” la zona del dolore.
- Progredire in maniera dolce nella “messa in tensione muscolare”.
- Partire dalle capacità elastiche del paziente, senza esercitare rapporto di forza con le sue rigidità.
- Lavorare in contrazione eccentrica della muscolatura tonica retratta ipomobile (zona “freno”) senza ulteriore stress in allungamento delle zone d’ipermobilità (zona “vinta”).
- Escludere la muscolatura anteriore dinamica durante le posture del trattamento.
- Regolare la “messa in tensione globale” variando l’angolo di postura tronco/femorale, in relazione al dolore e alla fase del trattamento (acuta-sub acuta-trattamento di fondo).
- Personalizzazione del trattamento rispetto alle caratteristiche strutturali del paziente e alla sua biotipologia. (vedi biotipologie secondo Vanier).
- Tecnica Y-Lang ( Lingua/occhi), per le patologie del rachide cervicale.
- L’uso della tavoletta rigida lombare, nel trattamento delle disfunzioni di micromovimento in postura.
- Lo sviluppo di protocolli terapeutici individualizzati e miraticon riferimento alla patologia del soggetto, il Metodo delle “Tre Squadre” propone specifiche strategie di trattamento che permettono di lavorare in maniera selettiva e differenziata su un gran numero di patologie:
- Ernia discale lombare in fase acuta e sub-acuta.
- Ernia discale cervicale in fase acuta e sub-acuta.
- Dismorfismi e paramorfismi.
- Tutte le turbe reumatiche.
- Turbe neurologiche che causano rigidità muscolari.
- Rieducazione post-traumatica.
- Scoliosi.
- Esiti d’intervento ernie discali.
- Turbe digestive (ernia iatale, vescicola biliare, ecc.).
- Turbe respiratorie d’origine meccanica.
- Patologie circolatorie.
- Incontinenza vescicale.
- Rieducazione post-partum.
- Spondilolistesi.
- Altro……
Nell’applicazione del Metodo delle “Tre Squadre” s’integrano varie tecniche che sono d’ausilio al lavoro posturale globale. Sono insegnate all’interno del corso, alcune nelle loro basi fondamentali, altre in modo completo ed esaustivo: pompages, terapia manuale, punto/digitopressione, alcune tecniche mio-fasciali, rieducazione del pavimento pelvico, ecc.
Lo studio della biotipologia secondo Vanier e della relazione terapista/paziente, permette inoltre di creare un rapporto consapevole con il soggetto trattato, indispensabile in una terapia posturale globale che non si limiti alla sola “meccanica” muscolo/articolare
Con lo scopo d’approfondire alcuni argomenti e lavorare ancor di più sulla manualità dei partecipanti, il corso si è ampliato a 20 giorni, per totali 160 ore, diviso in 4 incontri di 5 giorni. |